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 RADON - Radioattività tra le mura di casa
 di Marco Arcani

 

La radioattività è un fenomeno naturale di trasformazione atomica spontanea di alcuni elementi. Gli elementi chimici radioattivi sono molti, tra i più noti (quelli che finiscono su giornali e telegiornali) ci sono: uranio, torio, polonio, cesio, radio e radon.

Ogni elemento radioattivo durante la trasformazione (o disintegrazione) atomica emette particelle, queste particelle essendo emesse ad alta velocità possiedono energie elevate e quindi sono come pallottole invisibili e pericolose.

La pericolosità è tanto maggiore quanto più siamo vicini all'elemento radioattivo e quanto più tempo ci stiamo. Le particelle emesse infatti colpiscono - come proiettili - le cellule del nostro corpo distruggendole. Esistono tre tipi principali di emissione radioattiva (particelle) che sono denominate: alfa beta e gamma, senza entrare troppo nei dettagli, basta dire che ogni tipo di emissione ha caratteristiche diverse.

Il radon è un gas nobile (significa che non si lega facilmente con altri elementi) e in natura è esistente in diversi nuclidi, il più comune è il radon-222 ( 222rn) che nasce dal decadimento del radio a partire dalla famiglia dell'uranio. Il radon-222, si trasforma (tecnicamente si dimezza) in 3,8 giorni decadendo in una catena di isotopi radioattivi fino ad arrivare al piombo non radioattivo.

 

Rischi per la salute

Il radon decade emettendo particelle alfa che inalate sono molto pericolose per le vie respiratorie in quanto creano alterazioni nucleari negli atomi del nostro corpo. In Italia questo gas è considerato dal ministero della sanità come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo. Il grafico qui sotto (tratto dal libro AstroParticelle) indica in percentuali, la dose di radiazione assorbita in un anno da un individuo, il radon da solo incide per il 43%.

Oltre che diffuso in atmosfera, il radon è presente quasi ovunque nel sottosuolo, specialmente in terreni granulosi e viene portato in superficie attraverso scavi e spaccature geologiche naturali o provocate dai terremoti (il suo monitoraggio è utilizzato per lo studio della previsione di terremoti in aree sismiche). In Italia i rilevamenti ottenuti dagli enti preposti indicano che le regioni più colpite sono Lombardia e Lazio seguite da Campania e Friuli (vedi cartine sotto, è utile anche consultare i documenti dell'ARPA della propria regione).

Il radon in casa

Questo gas radioattivo ha un numero atomico elevato, quindi è pesante, significa che principalmente si annida in cantine e seminterrati. Chi si deve preoccupare maggiormente sono perciò gli abitanti che soggiornano in luoghi al piano terra e seminterrati come taverne abitabili e magari in abitazioni costruite senza vespaio, cioè senza vano di aerazione sotto i pavimenti.

La diffusione del gas può variare da zona a zona anche nello stesso paese in abitazioni distanti poche centinaia di metri e può variare stagionalmente, la cosa migliore è quindi avere un sistema di sorveglianza continuo.

L'essere umano si è evoluto in un ambiente con presenza di elementi radioattivi, quindi ha sviluppato un sistema immunitario che correggere anche i danni provocati dalle radiazioni, questo sistema però è inibito qualora i livelli di radioattività diventano intensi. Le commissioni internazionali sull'energia atomica (e.g. Euratom) hanno stabilito dei limiti di sicurezza riguardo ai valori di radioattività che un individuo non dovrebbe superare nel corso di un anno.

Se si sospetta che l'ambiente in cui si vive è potenzialmente a rischio di presenza radon è meglio fare intervenire qualcuno e fare subito qualche misura.

Come misurarlo

Per via delle sue caratteristiche di decadimento è difficile misurare la concentrazione di radon e se non si conosce bene la materia è bene evitare metodi fai da te, non è ad esempio possibile usare un comune contatore Geiger. Per questo tipo di misure esistono aziende specializzate, il metodo più sicuro è di posizionare alcuni dispositivi "passivi" che raccolgono le particelle per un periodo di tempo, sono come delle macchine fotografiche che fotografano la situazione nei vari locali a rischio (in effetti alcuni rivelatori funzionano su principi molto simili a quelli delle vecchie pellicole fotografiche). Questi rivelatori devono poi essere recuperati e analizzati in laboratorio.

Questo è un metodo che è utilizzato anche per certificare, con valore legale, la presenza di radon nei luoghi edificabili, tuttavia per un monitoraggio continuo risulterebbe molto dispendioso.


Rivelatore di raggi cosmici e particelle ionizzanti

 

Ci sono però altri metodi "attivi" che creano una specie di camera in cui viene accumulato il gas e misurato continuamente, ma fino a poco tempo fa anche questi rivelatori erano molto costosi. La buona notizia è che negli ultimi anni con il miglioramento dei semiconduttori per la rivelazione di particelle (e.g. diodi PIN) ci si può attendere una diffusione di apparecchi economici per sorvegliare in continuo le nostre abitazioni.

La quantità di radiazione ionizzante si può misurare con diverse unità di misura, ma essendo un gas si adotta il Bq/m3 (Becquerel per metro cubo) ovvero il numero di disintegrazioni al secondo che avviene in un metro cubo. I valori normali possono essere intorno a 20-50 Bq/m3, ci si deve preoccupare se i valori superano di molto e costantemente i 100 Bq/m3 a quel punto io farei una misura di dosimetria per stabilire quanta dose viene assorbita dal nostro corpo, in questo caso la dose assorbita si misurerà in Sv/h (Sievert per ora).

 

Mitigazione

Scoperto il radon cosa fare? Se la casa non ha quattro ruote, ci sono poche soluzioni e tutte prevedono interventi edili. La prima cosa da fare è sigillare le pavimentazioni, chiudere tutte le crepe e le fughe con riempitivi, sigillanti e tappeti in gomma liquida (non sono un esperto, rivolgersi alle aziende edili). In esterni ci sono soluzioni che prevedono di incanalare il radon proveniente dal sottosuolo e rimandarlo in un camino che lo rinvia sul tetto e lo diffonde in atmosfera, previo passaggio in un filtro, se però l'abitazione non ha il vespaio la cosa può essere complicata, se non impossibile.

Se non si vogliono affrontare spese e interventi edili l'alternativa è di aerare il più possibile gli ambienti, eventualmente utilizzando qualche sistema di ventilazione forzata, il che in inverno può risultare problematico in luoghi in cui il clima non è mite. In caso si opti per la soluzione dell'aerazione, è ancora più importante monitorare costantemente i livelli di radioattività per assicurarsi che rimanga sotto i valori accettabili.

Come si vede dal grafico sottostante la sola apertura delle finestre praticamente dimezza i valori di radioattività accumulata.


Misure di radon effettuate dall'autore.

 

 

 

 

 

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