Home Marco Arcani

 Nascita di una Telecaster

 

Nascita di una chitarra elettrica

La mia vecchia passione per la chitarra elettrica, mi ha portato a pubblicare questa pagina per descrivere problemi e soluzioni che ho incontrato nella costruzione di una chitarra, o meglio di un body per chitarra stile telecaster, che spero possano essere utili a qualcuno.

La forma seducente di questo modello di strumento, mi ha sempre affascinato, quello che non sono mai riuscito a capire è perchè Fender così come nessun'altro costruttore la costuisce con la leva del tremolo.

Fatta eccezzione infatti per il modello con Bigsby e pochi altri modelli custom, il modello con leva non appare in nessun catalogo, questo è il motivo principale per cui decisi di costruirne una.

Il primo modello lo costruì nel 1983 circa, corpo in noce, manico acquistato "Ibanez", ponte stratocaster, un solo humbucker al ponte "di marzio" con circuito serie parallelo e controfase, una varietà di suoni invidiabile anche da una stratocaster.

Dopo aver venduto la mia creatura, ed essendomi pentito e fustigato, più volte, a distanza della bellezza di 25 anni mi sono riproposto lo stesso progetto, questa volta però corpo in acero, manico squier (per ora) pickup marca ignota, due s.c e un humbucker.

A disposizione come attrezzatura:

  • Trapano
  • Scalpelli
  • Levigatrice (non so se si chiama così, quella specie di vibratore con la carta vetrata)
  • Martello
  • Calibro-Righello

Praticamente poco più di nulla, e un amico costruttore di serramenti in legno(dici poco):

Primo problema, trovare la materia prima:

Per riuscire a trovare un tronco in acero ho girato mezza provincia e poi ho trovato una segheria a pochi km da casa.

Per tutto il resto una sola parola: EBAY

Per quanto riguarda il manico ho preferito l'acquisto in quanto costruire il manico è un lavoro esagerato che lascio ai liutai, quelli veri.

Ho comunque dovuto livellare tutti i capotasti perchè i manici economici evidentemente non vengono controllati in questo senso.

Per informazioni tecniche ed altro, consiglio il libro "La chitarra Moderna" Mondadori, autore Ralph Denyer, che è una vera bibbia della chitarra elettrica.

 

 

Trovato la sezione di tronco in acero il problema era ricavare una tavola,

secondo problema usare un blocco unico monolite o ricavare dei listoni da incollare?

Ci sono scuole di pensiero diverse, chi pensa che il corpo unico si possa col tempo "aprire" per via di crepe e però abbia un suono migliore. chi pensa invece che il blocco incollato sia più resistente ma le giunte interferiscano sulla propagazione delle onde sonore, chi invece pensa che sia invece meglio anche come suono,etc.

Ho risolto il dilemma in modo pragmatico, ci voleva meno lavoro ad usare l'asse così com'era schivando eventuali crepe presenti, e poi l'acero non è come l'abete che basta una crepetta per aprirsi in due!!

Sgrossatura,

non avendo una pialla ne elettrica ne a mano la sgrossatura l'ho fatta realizzare all'amico di cui sopra, consiglio a tutti di rivolgersi ad un falegname per questa operazione.

Ricavare forma e disegnare sagome da intagliare

La forma l'ho duplicata usando un'altro corpo telecaster, ma si può fare anche usando una foto o un illustrazione da un libro, non è importante che la forma sia uguale, anzi se è un po' diversa è unica...

Ho disegnato, l'attaccatura del manico, i tre fori per i pick up, la sagoma dove verrà inserito il ponte, e sul retro la sagoma che deve alloggiare le molle della leva del tremolo.

Il Diapason

Prima cosa da disegnare è il punto di partenza del diapason, (cioè la lunghezza dal punto da cui partono le corde dall'osso del manico fino al punto in cui poggiano sul ponte), questa misura varia dal tipo di chitarra, dal tipo di manico (quindi è bene avere prima il manico). Senza entrare nei dettagli, si ricava da formule matematiche e per la telecaster è in genere intorno ai 650 mm ma varia da corda a corda.

Ho quindi sistemato il manico in modo da misurare dove cadevano i 650mm lasciando una certa tolleranza recuperabile in seguito a metà lavoro e comunque regolabile di qualche millimetro con le sellette del ponte.

Fresare,

Magari!!, qui verrebbe utile un amico con un officina meccanica o un falegname con frese verticali, non avendo ne l'uno ne l'altro, a disposizione a breve termine, ho deciso di fare alla vecchia maniera, con trapano, martello e scalpelli e tanta manodopera..

Per evitare che il trapano affondi troppo nel legno, ho sistemato degli spessori infilati nella punta dello stesso in modo che i buchi abbiano tutti la stessa profondità desiderata.

 

Ho scoperto che l'acero è duro, più duro nel verso perpendicolare alle venature, anche più duro del noce e si scheggia abbastanza facilmente, pertanto bisogna fare un po' di attenzione, specialmente nei punti che saranno poi visibili. Sapendo e volendo fare il body in legno naturale, cioè senza vernice coprente, l'attenzione è dovuta essere ancora superiore.
Ogni tanto bisogna controllare che i pick up acquistati entrino perfettamente negli alloggiamenti creati
Creazione dell'alloggiamento per le molle del tremolo, la misura di questo vano, l'ho ricavata da una foto facendo delle proporzioni, comunque c'è parecchia tolleranza, nel mio caso misura 11,5 x 7 cm.
Fase della fresatura terminata!!, ma non è la cosa più impegnativa, la parte più dura deve ancora venire.

Eccola....

Ritagliare la sagoma

Ho provato con il seghetto alternativo, ma prendeva fuoco il legno e si carbonizzava, l'acero è duro, molto duro, una sega circolare, ma è troppo pericolosa sia per l'utente liutaio che per il corpo in acero, ed oltretutto imprecisa.

Ho quindi utilizzato sega a mano, togliendo parte del legno a tasselli, per riuscire a seguire la sagoma.

Arrivato all80% del lavoro di sagomatura, dopo qualche camicia sudata e in stato allucinatorio mi è apparsa una visione di una sega a bindella dell'amico costruttore di serramenti di prima...

Così ho poi iniziato la fase di rifinitura con lima grossa e poi con carta vetrata
Con la levigatrice a carta vetrata, ho iniziato a levigare prima con carta n. 40 poi 80 e per finire la 220, questo lavoro è bene farlo all'aperto, nel mio caso la temperatura di 8°c ha limitato il propagarsi sia di una infiammazzione al polso sx che l'epicondilite da liutaio improvvisato al gomito dx.

Intanto che il legno respirava, è bene infatti lasciarlo qualche giorno a riposo, ho realizzato la scritta con le mie iniziali sulla paletta del manico, si noti anche il gruppo blocca corde, indispensabile per l'utilizzo con la leva per non perdere l'accordatura.

Quest'ultimo è stato creato in alluminio ritagliando una squadretta dello spessore di 4mm che avevo tra i miei rottami, le corde vengono bloccate a coppie con viti a brucola, la chiave (a brucola) è alloggiata sul retro della paletta e viene tenuta da.. udite udite.. un portafusibili quelli da elettronici per circuito stampato da 20mm , è l'ideale.

Prova del manico

Questa fase delicata richiede la massima attenzione, ho utilizzato due fili, uno di lana per il mi basso e uno di cotone grosso per il mi cantino, dopo aver montato il ponte e sistemato i fili a mo di corde, ho trovato la posizione del manico, e iniziato a forare il body per le viti che reggono il manico, è questo anche il momento di controllare il diapason.

Dopo aver constatato che tutto andava bene ho iniziato a forare rifacendo le prove foro dopo foro.

Montato il manico ho messo le corde quelle vere, e provato l'intonazione, ho notato un action troppo bassa e un inclinazione del manico rispetto al corpo poco accentuata, ho quindi dovuto ritoccare con scalpello e carta vetrata l'alloggiamento che ospita il manico.

Una volta fatte le modifiche, l'action era buona ma il manico non si inseriva più bene o meglio si inseriva troppo bene tanto che c'era troppa aria nella parte della spalla, per farla breve ho dovuto aggiungere una minuscola zeppa in legno incollandola dove c'era troppa aria, per incollarla ho dovuto smontare il manico creare la zeppa alla perfezione, ho impiegato due ore con mola e carta vetrata poi inserirla riempita di colla con il manico rimontato ed attendere l'asciugatura della colla, rismontare il manico e rifinire la zeppa adeguandola al body, alla fine però la "pezza" è risultata invisibile.

Verniciatura

Finalmente si vernicia, anche qui ho cercato prima informazioni in rete e poi ho chiesto a falegnami vari, infine ho chiesto consiglio al colorificio, poi sono tornato a casa ho usato un po' del mio cervello, (la parte che ancora non mi ha abbandonato del tutto)e ho deciso per una soluzione, la seguente.

Fondo trasparente per legno e Flatin lucido come finitura.

Il legno andrebbe verniciato a gommalacca, ma siccome la gommalacca non protegge da urti (piccoli) e graffi a cui è sottoposta normalmente una chitarra, ho deciso per la soluzione esposta usando però la tecnica della verniciatura coprente e cioè:

  • Mano di fondo e lasciare asciugare (6ore)
  • Carteggiare con carta 220
  • Mano di fondo e lasciare asciugare (6ore)
  • Carteggiare con carta 220
  • Mano di fondo e lasciare asciugare (6ore)
  • Carteggiare con carta 220
  • Finitura con Flatin e lasciare asciugare (3ore)
  • Carteggiare con carta 1400 ad acqua
  • Finitura con Flatin e lasciare asciugare (3ore)
  • Carteggiare con carta 1400 ad acqua
  • Finitura con Flatin e lasciare asciugare (3ore)
  • Carteggiare con carta 1400 ad acqua

Si ottiene così una superficie resistente, lucida e liscia come la pelle di un neonato.

Montaggio di tutti gli elementi

Iniziato il montaggio di ponte e manico mancava ancora la mascherina battipenna, qui ho perso due settimane per cercare un materiale che potesse andare bene ma che non ho trovato.

Ho acquistato quindi un pezzo di faesite, quella specie di cartone pressato che sembra formica, ma lavorandolo mi ha disgustato per la povertà del materiale e ho lasciato perdere, la formica invece andrebbe bene ma si scheggia ed è meglio evitare, il problema era che doveva essere alta 2 mm ma trovavo materiali alti 3 mm ho pensato all'alluminio ma ho paventato che potesse poi provocare qualche risonanza metallica, non so se è un caso ma non l'ho mai visto usare da nessun costruttore di chitarre.

Nella foto dima in carta e primo prototipo in faesite

 

Poi guardandomi in giro nel mio studio fotografico ho trovato un foglio in plexiglass opalino bianco che uso per certe foto, spessore 2mm!!, l'ho sacrificato senza pensarci troppo, dopo due giorni avevo il mio battipenna, sagomato e ritagliato con traforo, carteggiato e verniciato di nero.

Volendo poi ottenere una lucidatura super ho pensato di carteggiare con carta vetrata 1400 ad acqua, ma qui, vuoi per il tipo di materiale, vuoi per la precedente carteggiatura, il risultato è stato un inaspettata texture tipo pelle, spettacolare, che ho lasciato così come venuta.

Saldature impianto elettrico

Usare un asciugamano per proteggere il corpo da schizzi di stagno o pasta(salda) mentre si eseguono le saldature

Ho utilizzato un selettore a 5 posizioni (quello delle stratocaster), quindi ottenendo

  • Solo hubucker
  • humbucker + sing. coil centrale
  • solo sing. coil centrale
  • sing. coil centrale + sing. coil manico
  • solo sing. coil manico

Il suono è molto bello e vario va dal jazz al rock blues e la seconda combinazione produce un suono funky nasale.

Fresca di assemblaggio, ho poi dovuto aumentare l'inclinatura del manico inserendo una listarella di impellicciatura in acero, sotto il manico stesso, di 6mm x45mm (da manuale fender) alta 3-4 decimi.

Regolata infine l'action e risistemando un paio di capotasti friggienti ho potuto dire

..FINE..

Costi:

  • Asse in acero 15 €.
  • Manico da 40 a 90 €.
  • Pick up da 45 €. in su
  • Ponte tremolo tipo stratocaster vintage 15 €.
  • Gruppo potenziometri volume tono selettore 15 €.
  • Vernici carta vetrata 25€.

Ascolta il suono:

 

 

 

© 2001-2013 Marco Arcani website- i contenuti non possono essere utilizzati o riprodotti senza autorizzazione scritta dell'autore.